A AL CUBO
OSSERVATORIO DEL COLLETTIVO
Al centro di Fedora, metropoli di pietra grigia, sta un palazzo di metallo con una sfera di vetro in ogni stanza. Guardando dentro ogni sfera si vede una città azzurra che è il modellod’un’altra
Fedora. Sono le forme che la città avrebbe potuto prendere se non fosse, per una ragione o per l’altra, diventata come oggi la vediamo. In ogni epoca qualcuno, guardando Fedora qual era, aveva immaginato il modo di farne la città ideale, ma mentre costruiva il suo modello in miniatura già Fedora non era più la stessa di prima, e quello che fino a ieri era stato un suo possibile futuro ormai era solo un giocattolo in una sfera di vetro. Fedora ha adesso nel palazzo delle sfere il suo museo: ogni abitante lo visita, sceglie la città che corrisponde ai suoi desideri, la contempla immaginando di specchiarsi nella peschiera delle meduse che doveva raccogliere le acue del canale (se non fosse stato prosciugato), di percorrere dall’alto del baldacchino il viale riservato agli elefanti (ora banditi dalla città), di scivolare lungo la spirale del minareto a chiocciola (che non trovò più la base su cui sorgere). Nella mappa del tuo impero, o grande Kan, devono trovar posto sia la grande fedora di pietra sia le piccole Fedore nelle sfere di vetro. Non perchè tutte ugualmente reali, ma perchè tutte solo presunte. L’una racchiude ciò che è accettato come neccessario mentre non lo è ancora; le altre ciò che è immaginato come possibile e un minuto dopo non lo è più.
II.La città e il desiderio.4.Le città invisibili.Italo Calvino
L’ecomuseo è un istituzione culturale che assicura in forma permanente, su un determinato territorio e con la partecipazione della popolazione, le funzioni di ricerca, conservazione, valorizzazione di un insieme di beni naturali e culturali, rappresentativi di un ambiente e dei modi di vita che lì si sono succeduti. (Carta Internazionale degli ecomusei). Lʼesperienza degli ecomusei nasce in Francia allʼinizio degli anni 70, grazie allʼintuizione del museologo Georges Henri Riviére, che così li descrive:
Lʼecomuseo è il museo del tempo e dello spazio in un territorio dato.
- è uno specchio in cui la popolazione si guarda per riconoscervisi, in cui ricerca la spiegazione del territorio al quale è legata, come pure delle popolazioni che lʼhanno preceduta, sia nella
discontinuità che nella continuità delle generazioni. Uno specchio con cui la popolazione si propone ai suoi ospiti per farsi comprendere meglio, nel rispetto del suo lavoro, dei suoi comportamenti e della sua identità. - unʼespressione dellʼuomo e della natura. Lʼuomo è interpretato nel suo ambiente naturale, la natura nei suoi caratteri più selvaggi, ma anche in quelli che la società tradizionale ed industriale hanno plasmato a loro immagine.
- unʼespressione del tempo, in quanto le spiegazioni proposte risalgono ad epoche precedenti la comparsa dellʼuomo, ripercorrono i tempi preistorici e storici che ha vissuto, arrivando sino ad oggi, ai tempi che vive, con unʼapertura al domani, senza che lʼecomuseo abbia una funzione da decisore, ma allʼoccorrenza può svolgere un ruolo dʼinformazione e di analisi critica.
- unʼinterpretazione dello spazio; di luoghi privilegiati dove soffermarsi, dove camminare.
- un laboratorio, poiché contribuisce allo studio del passato e del contemporaneo della popolazione e del suo ambiente, nonché favorisce la formazione di specialisti in questi settori attraverso la cooperazione con le organizzazioni di ricerca esterne.
- un centro di conservazione nella misura in cui aiuta a preservare ed a valorizzare il patrimonio naturale e culturale della popolazione.
- una scuola, in quanto fa partecipare la popolazione alle sue attività di studio e protezione, in cui la sollecita ad essere più consapevole dei problemi del proprio futuro
Il paesaggio è il risultato del processo di trasformazione del territorio sviluppato gradualmente nel tempo dal succedersi delle popolazioni insediate, che ha reso celebri i luoghi della nostra penisola
per la loro grandissima diversità e per lʼinconfondibile identità culturale che ne è derivata. Un ecomuseo del paesaggio pone al centro della propria attenzione tutto il territorio come un
museo diffuso, dove rendere nuovamente leggibile e apprezzabile ,in primo luogo alla sua popolazione, lʼidentità e la diversità del proprio paesaggio, la cultura materiale e immateriale qui
radicata nei secoli, le caratteristiche e i valori che possano orientare con maggiore coerenza scelte di sviluppo sostenibile.





















